Sistema a cappotto termico per i condomini: cos'è e quali i vantaggi?


Tra gli interventi edilizi che puntano ad ottenere un risparmio energetico e, di conseguenza, anche di costi, vi è il cappotto termico (altrimenti detto isolamento a cappotto). Grazie a tale sistema, si isola termicamente l’unità abitativa riducendo la dispersione del calore in inverno e mantenendo la temperatura interna più fresca d’estate, contenendo le spese per il riscaldamento e il raffreddamento.

Inoltre, il cappotto termico è essenziale per eliminare quelli che, in ambito edilizio, sono definiti “ponti termici”, ovvero porzioni di parete in cui si forma, semplificando, della condensa, causa principale di muffe e umidità.

Gran parte degli edifici attualmente presenti su tutto il territorio nazionale sono stati costruiti negli anni ’60 e ’70, quando la normativa in tema di risparmio energetico, sia nazionale che europea, aveva maglie più larghe. L’evoluzione culturale in ambito edilizio e gli obiettivi sovranazionali di contenimento degli sprechi energetici hanno dato la spinta a nuove soluzioni edilizie.

In tale contesto, il cappotto termico si inserisce nelle misure che puntano ad maggiore efficientamento degli edifici già costruiti.

Non è un caso, infatti, che da alcuni anni in Italia sono state introdotte detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, cappotto termico compreso. Quest’anno, soprattutto, a causa del lockdown causato dalla pandemia da Covid-19, il governo Conte ha innalzato la percentuale di detrazione portandola al 110% (come illustrato nel mio precedente articolo “Condominio: cosa prevede il Superbonus e Sismabonus al 110%”), rendendo gli interventi edili pressoché gratuiti.  

Specificatamente in merito al cappotto termico, tale intervento è maggiormente indicato per i condomini in modo da efficientare l’intero edificio e, pensando su larga scala, raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030 di riqualificazione energetica. Ma vediamo nel dettaglio i singoli aspetti del cappotto termico.

Sistema a cappotto termico: cos’è?

Il cappotto termico, detto anche isolamento a cappotto, è un sistema che punta ad isolare termicamente ed acusticamente un edificio grazie all’utilizzo di pannelli o strati isolanti apposti sulla facciata esterna del palazzo oppure all’interno delle unità immobiliari.

Uno strato di materiale coibente, uniforme e continuativo, viene posato a contatto con la parete esterna e rifinito con ordinari materiali di rivestimento.
 Il sistema a cappotto isola termicamente l’intero edificio evitando ponti termici e la dispersione del calore, favorendo un miglior controllo delle temperature interne, la riduzione dei consumi energetici e favorendo la traspirazione dell’edificio evitando così la formazioni di condensa di vapore acqueo, di macchie e di muffe.


Ponti termici: la presenza di materiali differenti con disposizione non continua nella stessa struttura provoca una perturbazione del flusso termico che la attraversa. Le zone di discontinuità provocano una deformazione delle linee di flusso termico, il quale assume componenti dirette lungo tutte e tre le direzioni ortogonali nello spazio. Si è soliti indicare tali situazioni come ponti termici.

Il D.lgs. 311/06 relativa al rendimento energetico nell’edilizia, definisce il ponte termico come segue:
"E' la discontinuità di isolamento termico che si può verificare in corrispondenza degli innesti di elementi strutturali (solai e pareti verticali o pareti verticali tra loro) Ponte termico corretto è quando la trasmittanza termica della parete fittizia (il tratto di parete esterna in corrispondenza del ponte termico) non supera per più del 15% la trasmittanza termica della parete corrente".

In altre parole, il capotto termico è un rivestimento isolante.

Questa pratica consiste nell’applicare dei pannelli isolanti con colla e tasselli alle pareti. I pannelli devono essere posizionati leggermente distanti fra di loro, come per le mattonelle, per poi essere uniti dalla schiuma espansa. In seguito, si proseguirà alla rasatura e al rivestimento. Questo processo può richiedere diversi giorni anche a seconda dei materiali che vorrai utilizzare.

Tipologie di sistemi a cappotto termico

La prima classificazione da fare è relativa al collocamento del cappotto. In tal senso, infatti, esistono sia cappotti termici esterni, sia interni.

Intuitivamente, i cappotti termici esterni sono quelli applicati lungo tutte le facciate dell’edificio in modo da creare un rivestimento isolante. E’ un intervento che coinvolge l’intero complesso (villetta unifamiliare, plurifamiliare o condominio) ed è qualitativamente preferibile in termini di performance del sistema.
Dal momento che non occupa spazi interni, un cappotto termico esterno può avere diversi spessori. Si parte da 5 cm fino ad arrivare a 24: queste differenze sono legate allo stato delle pareti e del tetto al momento dei lavori, o ai materiali utilizzati. Inoltre, bisogna considerare anche le fasi di incollaggio e la finitura esterna, che contribuiranno ad un aumento di spessore. Queste misure variano da caso a caso e per questo motivo devi affidarti a un esperto in materia.

L’isolamento a cappotto interno, viceversa, viene realizzato applicando i pannelli isolanti lungo le pareti perimetrali interne dell’unità abitativa. Quest’ultima soluzione è adatta, viceversa, quando l’intervento edilizio viene fatto dal singolo condòmino senza che sia coinvolto l’intero condomìnio. Sul punto, però, va sottolineato che l’applicazione del cappotto termico interno riduce gli spazi poiché i pannelli, seppur sottili, hanno uno spessore variabile compreso tra i 3,3 cm fino agli 11,3 cm.

La soluzione del cappotto interno, quindi, sembra maggiormente apprezzabile nel caso in cui a livello condominiale non si voglia intervenire sull’intero condominio (da valutare nel Superbonus 110% solo se segue alcuni requisiti).

Una seconda classificazione possibile è quella sulla tipologia di materiale utilizzato per realizzare l’isolamento a cappotto. Esistono sul mercato, infatti, diversi tipi di isolanti che potrebbero classificarsi in sintetici, minerali e vegetali. Nella scelta, è importante non basarsi solo sul loro prezzo, ma anche e soprattutto sulla loro qualità.

Gli isolanti sintetici sono quelli composti principalmente da polistirene, espanso o estruso: hanno un’ottima resa, sono facilmente applicabili e sono più economici rispetto alle altre due tipologie di materiale.

Gli isolanti vegetali e minerali, seppur più costosi, sono più performanti e sono di origine naturale: hanno il pregio di non avere componenti tossici, sono biodegradabili e, dunque, ecosostenibili. Esempi di isolanti vegetali sono la fibra di legno, di cellulosa, di canapa o di lino.
Infine, alcuni esempi di materiali isolanti minerali sono la lana di vetro, la lana di roccia e l’argilla espansa.

Come scegliere il sistema a cappotto termico?

La scelta di adottare un sistema di cappotto termico al posto di un altro deve essere compiuta tenendo conto di alcuni elementi che riguardano gli edifici, l’ambiente e la disponibilità economica.
Fattore essenziale da valutare è la composizione dell’edificio (soprattutto nel caso di cappotto esterno). Va analizzata, infatti, la compatibilità dei materiali con cui è stata realizzata la facciata con quelli da utilizzare per la messa in opera del cappotto termico da utilizzare.

Altro fattore da tenere in considerazione è il clima della zona in cui è ubicato l’edificio sul quale effettuare l’intervento edile. Ciò poiché esistono materiali che meglio si adattano a determinate temperature ambientali.

Infine, ulteriore aspetto da non tralasciare, è la disponibilità economica che condiziona, ovviamente, il budget di spesa massimo possibile.

Accanto a tali fattori, però, vanno anche valutate alcune caratteristiche tecniche del materiale utilizzato per realizzare l’isolamento a cappotto.

Innanzitutto lo spessore. Inoltre, e direi soprattutto, il valore della “conducibilità termica” (la cosiddetta “lambda λ”). La capacità isolante del materiale dipende proprio dal suo potere coibente, dunque, minore è il valore della conducibilità termica e maggiore sarà il suo potere isolante.
“I materiali isolanti utilizzati devono rispettare, inoltre, i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017” (da Guida Superbonus 110 dell’Agenzia delle Entrate del 24/07/2020).

Sistemi a cappotto termico: vantaggi

Da quanto detto finora, è possibile delineare i numerosi vantaggi che derivano dall’applicazione di un cappotto termico, che si possono sintetizzare con:

•    Maggior isolamento termico che rende la casa meno fredda d’inverno e più fresca d’estate;

•    Maggior isolamento acustico che consente un miglior comfort abitativo;

•    Maggior risparmio economico dovuto al minor consumo di energia per riscaldare o raffreddare la casa;

•    Eliminazione delle muffe sulle superfici interne degli alloggi causate dalla condensa in corrispondenza dei ponti termici;

•    Aumento capacità a trattenere il calore durante i periodi di non funzionamento dell’impianto.

A questi vantaggi insiti nel sistema di isolamento, ce n’è un altro di natura fiscale legato alle detrazioni confermate e ampliate dal governo Conte che prevedono una detrazione di imposta pari al 110%.

Le agevolazioni del Superbonus al 110% per i sistemi a cappotto termico

Come illustrato nel mio precedente articolo “Condomini: cosa prevede il super Ecobonus e Sismabonus al 110% nel Decreto Rilancio”, il governo guidato da Giuseppe Conte, ha confermato l’Ecobonus (cd. Superbonus), aumentandone la percentuale di detrazione fino al 110%.

Misura inserita nell’articolo 119 del Decreto Rilancio (D.L. 34/2020), ha lo scopo di rilanciare il settore edilizio e di sostenere le famiglie nell’ambito della riqualificazione energetica.

Le caratteristiche di quello che è stato ribattezzato “Superbonus” sono:
•    Percentuale di detrazione Irpef pari al 110%;
•    Periodo di fruizione fino al 31 dicembre 2021;
•    Recupero delle detrazioni in cinque anni con altrettante rate costanti;
•    Possibilità di ottenere uno sconto in fattura dall’impresa edile che effettua l’intervento oppure la cessione del credito anche a banche e istituti di credito (in questo caso si recupera il 90% delle spese);
•    Gli interventi di efficientamento devono comportare il “miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio” o, laddove non sia possibile, “il conseguimento della classe energetica più alta”.

I soggetti che possono richiedere le detrazioni sugli interventi, in base all’articolo citato del decreto Rilancio sono:
a)    I condomini;
b)    Le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
c)    Gli istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati e da enti che hanno le stesse finalità sociali adibiti ad edilizia residenziale pubblica;
d)    Le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati sugli immobili posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

Tra gli interventi ammessi a beneficiare del Superbonus, c’è il cappotto termico che rientra tra quelli mirati all’isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali dell’involucro dell’edificio, comprendendo anche quelli unifamiliari, con un’incidenza superiore al 25% della sua superficie disperdente lorda dello stesso edificio o dell’unità immobliare che si trova all’interno di edifici plurifamiliari solo se indipendenti con uno o più accessi autonomi.

La detrazione del 110% per chi volesse realizzare un cappotto termico è calcolata su un tetto massimo.
“Per tali interventi il Superbonus è calcolato su un ammontare complessivo delle spese pari a:
-    50.000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari;
-    40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità immobiliari; 30.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità immobiliari”
(da Guida Superbonus 110 dell’Agenzia delle Entrate del 24/07/2020).